Gli astronomi hanno rilevato una galassia straordinariamente debole, soprannominata Candidate Dark Galaxy-2 (CDG-2), attraverso un insolito allineamento di ammassi stellari. Questa scoperta evidenzia quanta parte dell’universo rimane nascosta ai metodi di rilevamento standard e solleva interrogativi sull’accuratezza delle attuali stime delle galassie.
L’allineamento inaspettato
La scoperta ha avuto origine da quattro ammassi globulari strettamente raggruppati – dense raccolte di stelle – osservati all’interno dell’ammasso di galassie di Perseo, a 300 milioni di anni luce di distanza. Questi ammassi si trovano tipicamente in orbita all’interno delle galassie. La loro persistenza in un accordo stretto e stabile ha sfidato le aspettative; i cluster isolati di solito si allontanano nel tempo. L’analisi statistica ha escluso il caso casuale, indicando la presenza di una forza gravitazionale significativa che li tiene insieme.
Il caso del dominio della materia oscura
I ricercatori ritengono che CDG-2 possa essere una delle galassie più dominate dalla materia oscura mai identificate. La materia oscura, una sostanza invisibile che costituisce gran parte della massa dell’universo, non interagisce con la luce, rendendola difficile da rilevare direttamente. Il team ha rilevato la galassia esclusivamente attraverso l’influenza gravitazionale sui suoi ammassi globulari.
“Questa è la prima galassia rilevata esclusivamente attraverso la popolazione del suo ammasso globulare”, ha affermato David Li, autore principale dello studio.
Le implicazioni sono significative: gli attuali metodi per contare le galassie si basano sulla luce stellare visibile, e se le galassie possono essere così deboli, molte potrebbero non essere osservate del tutto.
Come è avvenuta la scoperta
Le prime osservazioni effettuate dal telescopio spaziale Hubble, dall’osservatorio Euclid dell’Agenzia spaziale europea e dal telescopio Subaru alle Hawaii non hanno mostrato alcuna galassia evidente. La regione appariva quasi vuota, fatta eccezione per i cluster stessi. Solo sovrapponendo più immagini di Hubble – una tecnica per amplificare i deboli segnali – gli astronomi hanno rivelato un sottile bagliore che circonda il gruppo di ammassi, confermandone l’esistenza.
Scala e composizione
CDG-2 è eccezionalmente fioco e brilla con una luce equivalente a soli 6 milioni di soli, una piccola frazione dei 20 miliardi o più della nostra Via Lattea. Stime approssimative suggeriscono che il 99% della sua massa è materia oscura. La scoperta rafforza quanto poco sappiamo delle galassie di materia oscura, poiché uno studio simile dello scorso anno ha rivelato che Segue 1, un’altra galassia sospettata dominata dalla materia oscura, ospitava un buco nero supermassiccio precedentemente non rilevato.
Conclusione: La rilevazione di CDG-2 mette in discussione i modelli cosmologici esistenti e suggerisce che l’universo potrebbe contenere molte più galassie di quanto stimato in precedenza. Questa scoperta sottolinea la necessità di tecniche di rilevamento innovative per rivelare i componenti nascosti del cosmo.
