Un uomo polacco ha avuto una catastrofica reazione allergica all’inchiostro rosso del tatuaggio, che ha provocato la completa perdita dei capelli, la chiusura delle ghiandole sudoripare e lo sviluppo della vitiligine. Questo caso sottolinea le crescenti preoccupazioni sugli effetti potenzialmente pericolosi dei moderni inchiostri per tatuaggi sul sistema immunitario umano.

Dalle pratiche tradizionali alle tinture sintetiche

Per secoli, il tatuaggio si è basato su semplici inchiostri neri a base di fuliggine applicati lentamente a mano. Le tecniche moderne, tuttavia, utilizzano coloranti sintetici dai colori vivaci iniettati rapidamente con macchine elettriche. Molti di questi coloranti erano originariamente formulati per usi industriali – inchiostri per stampanti e vernici per auto – piuttosto che per compatibilità biologica.

Dati recenti mostrano che circa il 6% delle persone tatuate sperimenta reazioni che durano più di quattro mesi, e l’inchiostro rosso è il fattore scatenante più comune. Ciò è particolarmente preoccupante per coloro che soffrono di condizioni immunitarie preesistenti come l’eczema, l’asma o la celiachia.

Il caso del paziente: un crollo sistemico

Il paziente, sulla trentina, ha sviluppato un intenso prurito e un’eruzione cutanea su tutto il corpo quattro mesi dopo aver ricevuto un tatuaggio multicolore. Nel corso di due anni perse tutti i peli del corpo e della testa, le sue unghie scolorirono, i suoi linfonodi si gonfiarono e perse la capacità di sudare. Nonostante le consultazioni con diversi specialisti, la causa rimase sfuggente finché il sospetto non cadde sull’inchiostro rosso all’interno del suo tatuaggio.

Una biopsia ha confermato la presenza di colorante rosso migrato nei linfonodi ingrossati. L’uomo è stato sottoposto a otto interventi chirurgici per asportare la pelle tatuata e sostituirla con innesti. Anche se da allora i suoi capelli sono ricresciuti e la progressione della vitiligine si è arrestata, non riesce a sudare, esponendolo al rischio di un colpo di calore. È stato costretto a dimettersi dal servizio militare e ora necessita di un’idratazione costante spruzzando acqua sulla pelle.

Perché è importante: il sistema immunitario sotto attacco

I ricercatori dell’Università di Medicina di Wroclaw sospettano che l’inchiostro rosso contenesse coloranti azoici, composti organici sintetici noti per causare reazioni allergiche. Il problema è che l’inchiostro del tatuaggio non si deposita semplicemente sulla pelle. Viaggia verso i linfonodi, dove le cellule immunitarie chiamate macrofagi tentano di eliminarlo.

Tuttavia, le particelle di inchiostro sono troppo grandi per essere rimosse completamente, creando una risposta immunitaria cronica poiché i macrofagi si scambiano continuamente l’inchiostro. Come spiega Signe Clemmensen dell’Università della Danimarca meridionale, “Il sistema immunitario cerca costantemente di fare qualcosa contro questo inchiostro, quindi innesca una risposta immunitaria cronica.”

La condizione autoimmune preesistente del paziente, la malattia di Hashimoto, probabilmente ha aumentato la sua sensibilità, facendo sì che il suo sistema immunitario attaccasse la sua stessa pelle. In modo inquietante, la ricerca indica che anche gli individui sani possono soffrire di effetti avversi a lungo termine: il lavoro di Clemmensen collega i tatuaggi a un rischio triplicato di sviluppare linfoma.

Risposta normativa e preoccupazioni future

Nel gennaio 2022 l’Unione Europea ha limitato l’uso di alcune sostanze chimiche dannose negli inchiostri per tatuaggi, compresi i coloranti azoici. Tuttavia, molte giurisdizioni devono ancora implementare misure di salvaguardia simili. Questo caso evidenzia l’urgente necessità di una regolamentazione più rigorosa e di migliori test sugli inchiostri per tatuaggi per proteggere la salute pubblica.

In conclusione, questo incidente serve a ricordare duramente che, sebbene il tatuaggio sia una pratica diffusa, le conseguenze biologiche degli inchiostri moderni non sono completamente comprese e possono essere devastanti. Gli effetti a lungo termine sul sistema immunitario richiedono ulteriori indagini e i cambiamenti normativi sono vitali per ridurre al minimo i rischi per i consumatori.