Il Lago Erie sta vivendo un inverno insolitamente rigido, con una copertura di ghiaccio quasi completa e formazioni di ghiaccio da record lungo le sue rive. Il rapido congelamento di quest’anno, sebbene non del tutto senza precedenti, contrasta nettamente con la tendenza decennale di diminuzione della copertura di ghiaccio a causa del riscaldamento delle temperature. Le condizioni estreme stanno amplificando il rischio di pericolose mareggiate che possono inondare le aree costiere abbassando contemporaneamente il livello dell’acqua sulla costa occidentale.
Il grande congelamento: un fenomeno raro
Recenti immagini satellitari della NOAA mostrano una fessura di 80 miglia sulla superficie ghiacciata del lago, causata da forti venti. Questi stessi venti stanno spingendo ondate di ghiaccio frammentato, note come ghiaccio sfacciato, sulle aree vicine alla costa, creando condizioni pericolose. Il ricercatore sul ghiaccio James Kessler della National Oceanic and Atmospheric Administration osserva che, sebbene l’attuale copertura di ghiaccio sia superiore alla media, la sua rapida formazione è sorprendente.
La gravità di questo congelamento è particolarmente notevole perché arriva nonostante un costante calo della copertura di ghiaccio dei Grandi Laghi negli ultimi 50 anni: circa il 5% in meno di ghiaccio ogni decennio. Ciò significa che il lago è più vulnerabile alle intense mareggiate quando il ghiaccio è minimo, ma le attuali condizioni estreme stanno creando anche nuovi rischi.
Perché è importante: amplificazione delle tempeste
Il calo della copertura di ghiaccio ha storicamente portato a livelli d’acqua più alti durante le tempeste perché meno ghiaccio significa meno resistenza alle onde. Di conseguenza, le inondazioni nell’entroterra sono diventate più comuni. L’attuale gelo estremo è un’anomalia che sposta la dinamica: il ghiaccio solido può entrambi intensificare le ondate agendo come una barriera rigida e causare rapidi cali nei livelli della costa occidentale a causa dell’accumulo di ghiaccio altrove.
Il paradosso è questo: la stessa tendenza che ha ridotto la copertura di ghiaccio viene ora temporaneamente invertita, creando una situazione pericolosa in cui il freddo estremo sta esacerbando gli stessi problemi di tempeste che il riscaldamento delle temperature ha reso più frequenti.
Il futuro del ghiaccio dei Grandi Laghi
Il rapido congelamento del Lago Erie evidenzia la complessa interazione tra modelli meteorologici a breve termine e cambiamenti climatici a lungo termine. Sebbene le condizioni di quest’inverno siano eccezionali, servono a ricordare che gli eventi meteorologici estremi continueranno a mettere a dura prova le comunità costiere. L’imprevedibilità del ghiaccio dei Grandi Laghi, che sia troppo poco o troppo, richiede un monitoraggio continuo e misure di adattamento per mitigare i rischi di inondazioni e proteggere le aree vulnerabili.
Le condizioni attuali sottolineano che la regione dei Grandi Laghi non è immune dall’estrema volatilità meteorologica, anche se le tendenze a lungo termine puntano verso un riscaldamento continuo.

























