Una nuova ricerca ha rivelato che le vocalizzazioni dei capodogli sono molto più sofisticate di quanto precedentemente ritenuto, mostrando complessità strutturali che rispecchiano da vicino il linguaggio umano. By analyzing the rhythmic “clicks” these marine giants use to communicate, scientists have identified patterns that function much like an alphabet and a system of vowels.

### Oltre i semplici clic: la scoperta “fonetica”.
Per decenni, la comunicazione dei capodogli è stata percepita come una semplice serie di scoppi staccati noti come coda. Tuttavia, un nuovo studio pubblicato su Proceedings B suggerisce che questi suoni non sono semplicemente segnali ripetitivi, ma un sistema linguistico altamente organizzato.

Utilizzando una tecnologia avanzata per colmare il divario tra i singoli clic, i ricercatori hanno scoperto che le balene manipolano le loro vocalizzazioni in modi che assomigliano alla fonologia umana:
Variazioni simili a vocali: Proprio come gli esseri umani cambiano la posizione delle corde vocali per passare dal suono “A” a quello “E”, le balene alterano la durata e il tono dei loro clic.
Cambiamenti tonali: le balene utilizzano toni ascendenti e discendenti per differenziare i significati, una caratteristica riscontrabile nelle lingue umane complesse come il mandarino, il latino e lo sloveno.
Struttura a strati: La comunicazione non è solo una sequenza di suoni ma coinvolge più strati di struttura interagenti, suggerendo una profondità di trasferimento di informazioni precedentemente non riconosciuta.

Il ruolo della tecnologia e il progetto CETI

La svolta è in gran parte attribuita al Progetto CETI (Cetacean Translation Initiative), un’organizzazione dedicata alla decodifica del linguaggio delle balene al largo della costa della Dominica. Applicando l’intelligenza artificiale a enormi set di dati di registrazioni subacquee, il team è in grado di vedere modelli invisibili all’orecchio umano.

Questo salto tecnologico è essenziale perché i capodogli sono notoriamente difficili da studiare. Trascorrono fino a 50 minuti immergendosi nelle profondità dell’oceano per cacciare i calamari, emergendo solo brevemente. È interessante notare che la maggior parte della “socializzazione” avviene vicino alla superficie, dove le balene premono le loro teste per comunicare, un comportamento che i ricercatori descrivono come una “conversazione sofisticata” che richiede una stretta vicinanza.

Una complessità sociale condivisa

I risultati linguistici forniscono una nuova lente attraverso la quale vedere la vita sociale di questi animali. La ricerca evidenzia un sorprendente parallelo tra la cultura umana e quella dei cetacei:
Assistenza in comune: le balene si impegnano in nascite collaborative e fanno da babysitter ai vitelli degli altri.
Conoscenza generazionale: gli esperti suggeriscono che queste balene potrebbero aver trasmesso informazioni complesse attraverso le generazioni per oltre 20 milioni di anni.
Intelligenza riconoscibile: nonostante vivano in un ambiente completamente diverso, dormendo verticalmente e fluttuando in un mondo tridimensionale, le loro strutture sociali sembrano straordinariamente familiari agli esseri umani.

“It’s another humbling moment that we’re not the only species with rich, communicative, communal, and cultural lives,” says David Gruber, founder of Project CETI.

### Il percorso verso la traduzione
Anche se siamo lontani dall’avere una “conversazione” con una balena, l’obiettivo del Progetto CETI è quello di passare dalla semplice osservazione alla comprensione. Il progetto mira a identificare almeno 20 espressioni vocali distinte legate ad azioni specifiche, come dormire o immergersi, entro i prossimi cinque anni.

Attualmente, i ricercatori descrivono la nostra comprensione del linguaggio delle balene come simile a quella di un essere umano di due anni: possiamo riconoscere alcune “parole”, ma la grammatica completa rimane un mistero. Tuttavia, con i continui finanziamenti e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, la possibilità di decodificare veramente il loro mondo sta diventando sempre più realistica.


Conclusione: Questa scoperta sposta la nostra comprensione della vita marina dal vedere le balene come semplici animali al riconoscerle come esseri altamente intelligenti e culturalmente complessi con una profondità linguistica che rivaleggia con la nostra.