La corsa allo spazio ha spostato il suo focus. Mentre un tempo Marte era l’obiettivo principale della colonizzazione a lungo termine, l’obiettivo immediato per le agenzie spaziali e le imprese private più potenti del mondo è tornato al nostro vicino celeste più vicino.

L’amministratore della NASA Jared Isaacman ha recentemente annunciato piani per una “presenza umana sostenuta” sulla Luna, con la costruzione che potrebbe iniziare già nel 2027. Questa visione è ripresa dal CEO di SpaceX Elon Musk, che è passato dall’esplorazione di Marte verso l’obiettivo di creare una “città lunare in auto-crescita” entro il prossimo decennio.

Tuttavia, esiste un divario significativo tra queste ambiziose scadenze aziendali e l’attuale realtà scientifica. Sebbene la visione sia grandiosa, la Luna è un ambiente fondamentalmente ostile che presenta diverse sfide esistenziali per la vita umana.

I tre grandi ostacoli: polvere, radiazioni e gravità

Per capire perché gli scienziati esitano su una linea temporale di dieci anni, bisogna considerare i rischi ambientali specifici che rendono la Luna molto diversa dalla Terra.

1. Il “Satellite degli orrori”: Polvere lunare

A differenza della polvere terrestre, che viene ammorbidita dal vento e dall’acqua, la polvere lunare è composta da frammenti microscopici e affilatissimi. Poiché non c’è atmosfera che le possa resistere, queste particelle rimangono incredibilmente abrasive.
Guasto meccanico: La polvere si elettrizza facilmente, il che significa che “levita” e si attacca a tutto. Può ostruire le prese d’aria, graffiare le tute spaziali e rivestire i pannelli solari, provocando il surriscaldamento e il guasto del sistema.
Precedente: Abbiamo già visto come gli intasamenti legati alla polvere possono porre fine alle missioni dei rover su Marte; sulla Luna il problema potrebbe essere molto più pervasivo.

2. La minaccia invisibile: la radiazione cosmica

Senza lo scudo magnetico protettivo della Terra e la spessa atmosfera, i coloni lunari saranno costantemente bombardati da radiazioni cosmiche ad alta velocità.
Rischi per la salute: L’esposizione a lungo termine aumenta significativamente il rischio di cancro.
The Uncertainty Gap: Poiché gli effetti biologici delle radiazioni richiedono tempo per manifestarsi, gli scienziati non possono conoscere il reale impatto a lungo termine sui coloni umani fino a decenni dopo il loro arrivo. Come osserva il ricercatore Dr. Emmanuel Urquieta, ogni residente lunare sarà essenzialmente un “soggetto di prova”.

3. Il costo biologico: bassa gravità

La gravità della Luna è solo un sesto di quella della Terra. Anche se questa potrebbe sembrare una differenza minore, il corpo umano è evolutivamente sintonizzato sulla spinta della Terra.
Perdita di muscoli e ossa: Senza esercizio fisico intenso, le ossa appassiscono e i muscoli si atrofizzano. Tuttavia, il trasporto di attrezzature da palestra pesanti di tipo terrestre sulla Luna è logisticamente poco pratico.
Ridistribuzione dei fluidi: a bassa gravità, i fluidi corporei si spostano verso la parte superiore del corpo. Ciò può causare gonfiore agli occhi e coaguli di sangue nel collo potenzialmente fatali (trombosi della vena giugulare).

Il dilemma delle infrastrutture: costruire su un mondo straniero

Anche se risolviamo i problemi biologici, dobbiamo ancora affrontare il problema della costruzione. Per sopravvivere, gli esseri umani dovranno probabilmente vivere in habitat terrestri stampati in 3D o in bunker sotterranei per proteggersi dalle radiazioni.

Il problema? Al momento non sappiamo come scavare o costruire sulla Luna. Gli scienziati stanno ancora studiando la fattibilità degli scavi lunari e l’integrità strutturale dei materiali utilizzati in tale vuoto.

La “corsa all’oro” contro la “stazione di ricerca”

La sostenibilità economica di una base lunare dipende in gran parte da un’unica risorsa non verificata: il Ghiaccio lunare.

I pianificatori sperano di utilizzare il ghiaccio per produrre acqua potabile, ossigeno e persino carburante per missili. Se il ghiaccio fosse abbondante e facile da estrarre, la Luna potrebbe diventare una vivace economia da “corsa all’oro”. Se è scarsa o difficile da raggiungere, la Luna potrebbe rimanere un avamposto di ricerca solitario e ad alto costo, simile all’Antartide.

“Dobbiamo stare molto attenti a non vendere qualcosa che non abbiamo”, avverte Giuseppe Reibaldi, presidente dell’Associazione Moon Village.

Conclusione

Mentre le ambizioni della NASA e di SpaceX stanno dando uno slancio senza precedenti all’esplorazione spaziale, la comunità scientifica avverte che una città lunare permanente entro dieci anni rappresenta un enorme atto di fede. Il successo non dipende solo dalla tecnologia missilistica, ma dalla nostra capacità di padroneggiare la dura fisica della polvere, delle radiazioni e della gravità.