Tutto è iniziato con una scatola grande quanto una stanza.

Questa è la realtà del computer digitale di prima generazione. Nate durante e dopo la seconda guerra mondiale, queste macchine si basavano su tubi a vuoto. Erano enormi, caldi e fragili. Non esattamente quello che avevi in ​​mente quando immaginavi il dispositivo attualmente sulla tua scrivania.

La storia del computer è solitamente suddivisa in quattro epoche distinte, ciascuna definita dalla tecnologia fisica che alimenta la logica. Non è solo una questione di velocità. Si tratta di restringimento.

Dai tubi a vuoto ai transistor: le prime due generazioni

La prima generazione era pura forza bruta. I tubi a vuoto hanno effettuato il passaggio. Funzionavano, ma si bruciavano costantemente.

Poi arrivò la seconda generazione, intorno al 1960. Gli ingegneri sostituirono i tubi di vetro con dei transistor. Questo fu il momento in cui i computer divennero commercialmente validi. Erano più piccoli, più veloci e non prendevano fuoco così spesso. Questi furono i primi computer commerciali di successo. Potresti effettivamente venderli alle imprese.

Circuiti integrati e terza generazione

Tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’70 siamo entrati nella terza generazione. Il gioco è cambiato di nuovo. Invece di cablare manualmente i singoli transistor, i produttori hanno iniziato a assemblarli su singoli chip. Questi circuiti integrati hanno consentito una massiccia miniaturizzazione.

I componenti sono diventati piccoli. Le macchine sono diventate potenti. Il costo è diminuito.

La rivoluzione dei microprocessori e l’era moderna

Poi, nel 1974, tutto cambiò.

È arrivato il chip del microprocessore. Questo singolo pezzo di silicio conteneva un’intera unità di elaborazione centrale (CPU) su un chip. Questo definisce i computer di quarta generazione.

Prima di questo, la tua CPU era un rack di apparecchiature. Dopo il 1974, stava su un francobollo.

Questa invenzione è il motivo per cui i computer sono ormai ovunque. Non sono più strumenti specializzati per scienziati o contabili. Sono nella tua macchina, nel tuo orologio, nel tuo frigorifero e nelle tue tasche. Il fattore forma si è evoluto perché il cervello della macchina si è ristretto.

Cosa costituisce realmente un computer?

Indipendentemente dalla generazione, l’anatomia rimane ostinatamente semplice. Un computer ha bisogno di tre cose per funzionare:

  1. L’unità centrale di elaborazione (CPU) : il cervello. Esegue le istruzioni.
  2. Memoria principale : nota anche come RAM. Conserva temporaneamente i dati mentre la CPU ci lavora.
  3. Periferiche : le interfacce. Tastiere, stampanti e unità disco ti consentono di parlare con la macchina.

L’hardware cambia, ma la logica rimane la stessa. Negozio. Recuperare. Processo.

Perché Internet è importante nella storia del computer

Puoi avere un microprocessore di quarta generazione senza il web. Ma non avrai l’esperienza moderna.

L’ubiquità di Internet è l’ultimo pezzo del puzzle. Ha trasformato le macchine isolate in una rete globale. I computer si sono evoluti da calcolatori autonomi a gateway per le informazioni. L’hardware è diventato abbastanza piccolo da poter essere portato in giro e la rete è diventata abbastanza grande da connettere tutto.

Non lo notiamo più. Ci aspettiamo solo che funzioni.

Ma guarda il tuo dispositivo. È il discendente di quei mostri a tubi a vuoto. È più piccolo, più veloce e infinitamente più connesso. La traiettoria è chiara. Diventa solo più piccolo.